STOP ALL’USO DEI DATI DI GOOGLE ANALYTICS TRASFERITI NEGLI USA SENZA ADEGUATE GARANZIE

Cosa sta realmente succedendo nel mondo degli Analytics, dell’Advertising e del Remarketing?
 

Procediamo come siamo abituati qui in Arkomedia: individuando il problema e cercando le sue possibili soluzioni.
Andiamo per step.

 

  • Il Contesto

Noyb, piattaforma europea di attivisti per la salvaguardia della privacy [1], individua i 101 siti web top in Europa in termini di traffico, tra cui 4 siti italiani.
Per ognuno di essi chiede ai rispettivi garanti della Privacy di indagare, aprendo dei reclami.

Ad oggi il sito italiano destinatario del primo provvedimento da parte del Garante è un grosso Magazine Online; ma plausibilmente nei prossimi giorni giungeranno gli altri tre provvedimenti.

 

Facciamo una prima precisazione il provvedimento è di per sè un ammonimento, il Garante notifica al Responsabile del trattamento che c’è necessità di apportare dei cambiamenti nella gestione dei propri dati.

 

I Garanti di tutta Europa come linea tacita (ma condivisa) attualmente stanno procedendo nell’accertare l’illiceità del trasferimento all’estero dei dati e notificarlo ai rispettivi Titolari del trattamento senza eccedere in sanzioni, ma intimando il blocco del trasferimento stesso.

 

Seconda precisazione: il problema non è nell’implementazione degli Analytics, o dell’uso delle loro statistiche, bensì nel trasferimento all’estero (precisamente negli Stati Uniti) che Google fa di questi dati raccolti in Europa.
Le politiche per la tutela del dato Europee sono più garantiste di quelle degli Stati Uniti e da qui sorge il problema.

 

  • La decisione del Garante Italiano

Il Garante preso atto della segnalazione, accertata la violazione delle regole, intima altresì, entro un termine di 90 giorni, al Titolare del trattamento di cessare la condotta ovvero di continuare a trasferire dati all’estero; chiarendo che non si tratta di un provvedimento contro Google e/o contro gli Analytics che di fatto possono entrambi essere ancora regolarmente utilizzati, a patto che nell’arco di tempo stabilito cessi il trasferimento dei loro dati all’estero.

 

Nota bene: Si tratta di una decisione Pilota, vale a dire che il Garante ha deciso un caso specifico ed ha allo stesso tempo fissato un principio. Ovvero plausibilmente stessa identica decisione verrà presa per tutti gli altri Titolari del trattamento (soggetti a segnalazione ed accertamento) in cui si configurano le stesse modalità di trasferimento.

 

  • Ma quindi Google Analytics non può più essere usato a prescindere?

Quello che vi starete chiedendo è: Posso continuare ad utilizzare Google Analytics o commetto un illecito?

In linea di principio come già scritto sopra il provvedimento non vieta l’utilizzo di Google Analytics e servizi simili.

 

  • Esistono delle Misure tecniche da adottare che possano garantire la compliance del Trattamento del dato?

Oggi pronte all’uso, soluzioni di questo genere non ce ne sono, ma in prospettiva si.

Ad esempio, i colleghi francesi chiamati a prendere la stessa decisione hanno prospettato una soluzione al problema che consiste (volendo semplificare) in un proxy, una sorta di filtro europeo che “pulisca” i dati dalla loro potenzialità identificativa prima di trasferirli oltreoceano.

 

Quello che è certo è che nel corso dei prossimi 90 giorni, Google non starà di certo a guardare, di fatto ci si aspetta che sia in grado di fornire una valida soluzione tecnologica volta a risolvere il problema. Implementando essa stessa questo filtro di modo da portare il minor numero possibile di dati con capacità identificativa negli Stati Uniti.

 

  • Ma quindi cosa succederà in termini pratici? Cosa ci dobbiamo aspettare?

Probabilmente tra 90 giorni, il prossimo settembre, ci sarà un nuovo trattato internazionale che risolverà a monte la questione della trasferibilità dei dati, andando ad allineare i due ordinamenti (quello Europeo e quello Statunitense), cosa già preventivata lo scorso Marzo quando Biden volò in Europa annunciando un imminente accordo internazionale unificato.

 

Non resta altro, dunque che tenere monitorata la situazione ed agire di conseguenza.

 

 

 


 [1] per approfondire chi/cosa è Noyb https://noyb.eu/it/
Fonte dichiarazioni di Guido Scorza - Componente del Garante della Privacy in intervista di Matteo Flora per Ciao Internet.